La mostra, a cura di Jean de Loisy e Sam Stourdzé, raccoglie quasi 200 opere, dal più antico minerale terrestre risalente a 4,4 miliardi di anni fa fino all’ultimo minerale creato dall’artista contemporanea Agnieszka Kurant, la Sentimentite.

villa medici roma

Roger Caillois: “Più di una volta mi è capitato di pensare che fosse opportuno guardare alle pietre come a una sorta di poesia“. 

Il percorso si snoda in dieci sale espositive e prosegue nell’antica cisterna di Villa Medici, negli appartamenti del Cardinale Ferdinando de’ Medici e nell’atelier Balthus.

Pietre ai margini dei sentieri e cristalli ambiti, pietre votive, semplici rovine o armi dei deboli per difendersi dai potenti, oggetti di studio scientifico, di contemplazione romantica.
E tra gli Uomini, dalle società megalitiche ai grandi nomi della modernità, troviamo Auguste Rodin o Giuseppe Penone, Charlotte Perriand o Antonio Tempesta, Tatiana Trouvé o facteur Cheval; tutti, ispirati dai loro misteri sedimentati, sono gli araldi di questa vasta narrazione.

Estratto dal catalogo:
Sono questi sassi indifferenti e rudi che celebrano con storie i devoti allucinati e gli artisti ispirati. Sono queste rocce che la ragione titubante del Rinascimento (a metà strada tra scienza e magia) analizza, sono queste pietre che gli studiosi cinesi raccolgono, vedendo nelle fessure, nelle caverne, nelle pieghe della materia delle fughe, delle porte per lo spirito, è attraverso di loro che indoviniamo le austere geometrie che congelano la meccanica del mondo“. Introduzione al catalogo, Jean de Loisy e Sam Stourdzé.

Autori e autrici del catalogo:
François Farges, mineralogista; Anne-James Chaton, scrittore; Maria Stavrinaki, storica dell’arte; Olivier Schefer, scrittore e filosofo; Violaine Sautter, ricercatrice in geologia planetaria; Jean-Michel Geneste, archeologo del Paleolitico; Riccardo Venturi, storico dell’arte; Leonor de Recondo, scrittrice; Jéremie Koering, storico dell’arte; Neville Rowley, storico dell’arte; Ariane Varela Braga, storica dell’arte; Kathryn Weir & Elizabeth A. Povinelli, curatrice e filosofa.

Artisti in mostra:
Juliette Agnel, Jean-Michel Alberola, Dove Allouche, Gioacchino Assereto, Hans Baldung Grien, Théodora Barat, Domenico Beccafumi, Abdelkader Benchamma, Constantin Brancusi, Andrea Branzi, Victor Brauner, Brassaï, André Breton, Frédéric Bruly Bouabré, Roger Caillois, Gilles Caron, Carl Gustav Carus, Vija Celmins, Étienne Chambaud, Julian Charrière, Anne-James Chaton, Le Facteur Cheval, Pierre-Luc-Charles Ciceri, Pascal Convert, Louis Daguerre, Erik Dietman, Gino De Dominicis, Jean Dubuffet, Jimmie Durham, Albrecht Dürer, Esther Ferrer, Lyonel Feininger, Éric Feferberg, Robert Filliou, Francesco Francia, Aurélien Froment, Laura Grisi, Jacques Grison, Wenzel Hablik, René-Just Haüy, Damien Hirst, Jean-Pierre Houël, Pieter Hugo, Juva, Parviz Kimiavi, Kapwani Kiwanga, Agnieszka Kurant, Alicja Kwade, Fernand Léger, Alexandre Isidore Leroy de Barde, Richard Long, Wolfgang Mattheuer, Ana Mendieta, Théo Mercier, Sabine Mirlesse, Henry Moore, Gabriel Orozco, Joachim Patinier, Lucien Pelen, Giuseppe Penone, Charlotte Perriand, Pablo Picasso, Domenico Piola, Lodewijk Toeput detto Il Pozzoserrato, Albert Renger-Patzsch, Hugues Reip, Guido Reni, Évariste Richer, Édouard Riou, Auguste Rodin, Jean-Baptiste Romé de l’Isle, Ugo Rondinone, Jean-Claude Ruggirello, John Ruskin, Rose Salane, George Sand, Jean-Michel Sanejouand, Andrea Schiavone, Hercules Seghers, Luca Signorelli, Joseph Sima, Carl Spitzweg, Robert Smithson, Antonio Tempesta, Stéphane Thidet, Toyen, Tatiana Trouvé, Giorgio Vasari, Edward Weston, Sim Chi Yin.

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